giovedì 13 ottobre 2011

15 ottobre - Giornata degli Indignati

LA CRISI DEGLI ASINI
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 € l’una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.
Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.

Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i prop
ri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).
Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio nè quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti
decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità … Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i du
e truffatori sono fratelli e vivono insieme su un'isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.


E voi, cosa fareste al posto loro?

Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011

venerdì 30 settembre 2011

Biblioteca Comunale - Specchietto per quali allodole?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cari amici foraxfora,
nel sito del Comune viene reclamizzata un'attività commerciale che organizza un ciclo di letture animate presso la Biblioteca Comunale. L'importante, penseranno in molti, è che ci siano attività che coinvolgano i più piccoli, indipendentemente dall'iter organizzativo.
Come stanno davvero le cose?
A partire dal 2009, dopo tante lotte con l'amministrazione, l'attività delle letture animate svolte in biblioteca da personale competente e retribuito, aveva dato i suoi frutti. Moltissimi bambini affollavano le sale, con soddisfazione di tutte le parti. Ma naturalmente chi voglia cavalcare l'onda anche in situazioni ideali, si trova sempre..
La Cartoleria Cartoonia di Francenigo, nel frattempo, organizzava letture presso la sala del centro anziani. Qualcuno ha suggerito alle negozianti che per simili attività sarebbe stata idonea la biblioteca. Ergo, le signore si sono subito recate dal sindaco, chiedendo di svolgere gratuitamente queste attività sponsorizzate, facendo USO PRIVATO DI LUOGO PUBBLICO senza che nessuno battesse ciglio.
Da gennaio 2011 a maggio 2012 le attività destinate ai piccoli sono e saranno monopolizzate dalla cartoleria Cartoonia.
Non ci sarebbe niente di male, se non fosse che:
  • un ente pubblico patrocina e pubblicizza un ente privato (e non viceversa);
  • L'attività promuove la lettura e l'immagine della biblioteca solo in parte: il servizio di prestito non risulta attivo durante lo svolgimento delle animazioni, quindi non ci può essere un riscontro immediato sull'interesse per il luogo dei giovanissimi;
  • Gli incontri, inizialmente, erano indirizzati solo ai bambini che frequentavano le scuole di Francenigo, ma grazie ai suggerimenti di alcuni rappresentanti del comitato (basiti), le organizzatrici hanno scoperto che esistono altre frazioni, compresa Campomolino ove è sito l'edificio di cui godono dell'uso gratuito;
  • l'esistente Comitato di Biblioteca non è stato informato delle decisioni assunte dalle cariche competenti e si è trovato costretto ad annullare altre attività decise collegialmente: si è trovato esautorato anche del limitato potere consultivo di cui un tempo disponeva
Ecco, qui si tratta di questioni etiche e di principio: il singolo decide arbitrariamente, imponendo scelte finalizzate al proprio tornaconto.
Progettualità, condivisione, confronto, il rispetto per il concetto di spazio pubblico, pilastri di una barcollante democrazia, sono stati accantonati e dimenticati. Così sembra che ci sia interesse per la cultura, in realtà, è solo il riscontro di immagine ciò che conta.
Uno sfogo doveroso, e se voleste pubblicarlo, nonostante la forma opinabile, fate pure.
Grazie comunque

Mensa Biologica - Mensa Speciale?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Cari amici foraxfora
Siamo due genitori di bambini iscritti alle Scuole dell’Istituto Comprensivo di Gaiarine, e abbiamo deciso di scrivervi anche ripensando al vostro post sull'iniziativa di Amica Terra della scorsa
primavera con la proiezione del film sul cibo americano che abbiamo visto alla Scuola Elementare di Gaiarine.
Quest'anno, come tutti gli anni, ci è stata recapitata a casa la scheda per la scelta della mensa scolastica. A differenza degli altri anni tuttavia abbiamo notato che c'è un'opzione che prevede la mensa biologica.
In un primo momento siamo stati contenti che l'amministrazione avesse recepito la crescente sensibilità ormai diffusa fra i genitori dei ragazzi frequentanti le scuole del comune, e quindi abbiamo scelto per i nostri figli la mensa biologica. Notiamo subito che questa opzione è inserita fra le diete “speciali” e ci chiediamo perché venga così definita, visto che è ormai “normale” non solo in tante scuole limitrofe ma anche nelle case di tante famiglie.
Poi capiamo: il modello utilizzato dall’ufficio comunale è pari pari quello dello scorso anno nel quale come noto la mensa biologica non c’era. Era invece presente l’opzione per due diete “speciali”: una per motivi religiosi, l’altra per ragioni di salute. La responsabile del procedimento, evidentemente ligia alle consuetudini evidenziate in altre occasioni dagli uffici comunali, con un rapido e maldestro copia/incolla ha combinato il pasticcio. È rimasta l’opzione “per motivi di salute” e l’opzione biologica ha preso il posto della scelta religiosa. (i moduli sono disponibili sul sito del comune)
Con molta perplessità ci siamo recati all’ufficio preposto a chiedere spiegazioni, cosa che numerosi altri genitori ha pensato di fare.
E di seguito riportiamo testualmente la conversazione:
D – Cosa vuol dire biologico?

R – Vuol dire che una pietanza è biologica.
D – Una pietanza.. una sola?
R – Sì.
D – Ma nella scheda non si capisce, non è specificato.
R – E ben, ma insoma, voialtri genitori che sé inteligenti..
D – Ma il costo è uguale?
R – No se sa ancora!
D – Come scusi? Cosa vuol dire non si sa..
R – Le offerte della gara d’appalto non sono state ancora aperte.
D – Ma molti genitori hanno già scelto..
R – E ma insoma, l’è ora de finirla co 'ste polemiche..
Ecc. ecc.. ecc..
Per farla breve: la mensa biologica prevede che solo il primo piatto abbia sempre l’opzione biologica; e il piatto biologico è sempre lo stesso: pasta all’olio. Quindi i nostri figli che fanno tempo pieno o tempo integrato dovranno mangiare tutti i giorni pasta all’olio?
Speriamo che i nutrizionisti della ditta aggiudicataria dell’appalto abbiano valutato anche questo. Certo che, come avete ben scritto voi nella lettera all’Azione, a pensar male si fa peccato ma
Grazie per l’attenzione, continuate così
Due genitori pasta e oio

sabato 30 aprile 2011

Beato ... chi non dimentica

Nel febbraio del 1999, la madri di Plaza de Mayo scrivono una lettera al pontefice, dura, durissima, in risposta alle prese di posizione del papa a difesa di Pinochet.
Nel 1999, Pinochet viene infatti arrestato in Inghilterra su mandato internazionale del giudice spagnolo Baltasàr Garzon. L'imputazione è di tortura ed omicidio di cittadini spagnoli.
Il papa fa sapere alla Camera dei Lord la propria preferenza perché l’estradizione dell’ex dittatore in Spagna non venga concessa e, sempre nel 1999, fa una richiesta di perdono per i crimini commessi dal generale cileno.

"Buenos Aires 23 febbraio 1999
Sig Giovanni Paolo II

Ci è costato diversi giorni assimilare la richiesta di perdono che Lei, Sig. Giovanni Paolo II, ha inoltrato in favore del responsabile di genocidio Pinochet.

Ci rivolgiamo a Lei come cittadino comune, perchè ci sembra aberrante che dalla sua poltrona di Papa in Vaticano, senza conoscere, senza avere sofferto sulla sua pelle la tortura con scariche elettriche, le mutilazioni e le violenze sessuali, abbia il coraggio di chiedere, in nome di Gesù Cristo, clemenza per l'assassino Pinochet.

Gesù è stato crocifisso e la sua carne
è stata lacerata dai Giuda come Lei che oggi difende gli assassini. Sig. Giovanni Paolo II, nessuna madre del Terzo Mondo che ha dato alla luce, allattato e curato con amore un figlio che è stato mutilato dalle dittature di Pinochet, Videla, Banzer, Stroessner, accetterà con rassegnazione la sua richiesta di clemenza.
Noi Madri ci siamo incontrate con Lei in tre occasioni, ma Lei non ha impedito i massacri, non ha alzato la voce in difesa delle nostre migliaia di figli durante quegli anni di terrore.
Adesso non abbiamo più dubbi su da quale parte sta Lei, ma sappia che malgrado il suo potere immenso, non potrà arrivare nè a Dio nè a Gesù.
Molti dei nostri figli si sono ispirati a Gesù nel loro impegno per il popolo.
Noi Membri dell'Associazione delle Madri di Plaza de Mayo, attraverso una preghiera immensa che arriverà al mondo, chiediamo a Dio che non perdoni Lei, Sig. Giovanni Paolo II, perchè Lei denigra la Chiesa del popolo che soffre. Lo facciamo in nome dei milioni di esseri umani che morirono e continuano a morire ad opera degli assassini che Lei difende e sostiene."


DICIAMO: SIGNORE NON PERDONARE GIOVANNI PAOLO II

Associazione Madri di Plaza de Mayo

Hebe Bonafini

presidentessa